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The Irishman

The Irishman
Titolo: The Irishman
Poster:
The Irishman
Data di uscita: 2019-11-01
Durata: 209 minuti
Genere: Crime, Drama, History
Budget: 159.000.000$
Titolo in lingua originale: The Irishman
Voto (1-5 Stelle): ⭐⭐⭐⭐


Robert De Niro eccelle nell’interpretare personaggi duri e irraggiungibili, che potrebbero sembrare un po’ noiosi se li incontraste per la prima volta, perché non lasciano vedere tutto quello che hanno dentro. De Niro aveva 75 anni quando ha interpretato l’ennesimo di quei personaggi nel “The Irishman” di Martin Scorsese. Si vede la lunghissima carriera di De Niro e la sua esperienza.

Biografia di Frank Sheeran

Adattato dallo sceneggiatore Steve Zaillian (“Schindler’s List”) dal libro di Charles Brandt, e con una durata di tre ore e mezza, il film è una biografia a tratti triste, violenta e a tratti divertente di Frank Sheeran, un veterano della Seconda Guerra Mondiale che divenne un killer mafioso e poi un leader sindacale, e che aveva una lunga, a volte politicamente difficile amicizia con il leader del Teamster Jimmy Hoffa (Al Pacino). Si sentono tutti gli anni di De Niro nella sua performance ossessionante, così come quelli di Pacino, Joe Pesci e Harvey Keitel, che vengono “de-invecchiati” per i flashback attraverso immagini generate dal computer, trucco analogico e parrucchini. Si sentono anche gli anni nel cast di supporto più giovane (tra cui Bobby Cannavale, Kathrine Narducci, Stephanie Kurtzuba, Gary Basaraba e Stephen Graham come capi banda, coniugi e capi sindacali).

Questo film è più contemplativo della norma dei suoi film di gangster, e che si sposta abilmente tra le epoche, usando il dialogo e la voce fuori campo per rendere i salti temporali senza soluzione di continuità. L’inquadratura è una delle più complesse della carriera di Scorsese. Ma è realizzata con una tale grazia da Scorsese, Zaillian e Thelma Schoonma Schoonmaker, la curatrice di lunga data, che non si sente mai pignola o sovradeterminata, scivolando da un percorso di pensiero all’altro come una mente che ricorda il passato lontano, il passato recente e il presente.

The Irishman funerale

Lo scatto di apertura scivola attraverso una casa di riposo, trovando Frank seduto da solo su una sedia a rotelle. È una presenza talmente simile a una roccia che, visto di spalle, sembra come se potesse essere morto. Poi la telecamera gli gira intorno per rivelare il suo volto foderato, gli occhi velati e i capelli bianchi. Comincia a parlare. Le sue dichiarazioni diventano la narrazione del film. Non sappiamo a chi sta raccontando questa storia. Molto tardi nel film, lo vediamo parlare con un prete. Ma il pubblico siamo noi, in realtà.

Crimine, politica e storie di mafia

La mezz’ora conclusiva – un’immersione nella vita di quest’uomo ormai vecchio, più piena di quella che siamo abituati a vedere in qualsiasi film americano non diretto da Clint Eastwood – fornisce un quadro chiarificatore. Questo è un film sull’intersezione tra crimine e politica, storia di mafia e storia di Washington. Tocca l’ascesa di Fidel Castro a Cuba e i tentativi della CIA di rovesciarlo, l’assassinio del presidente John F. Kennedy e le guerre di mafia degli anni Sessanta e Settanta. Ma si tratta soprattutto di età, perdita, peccato, rimpianto, e di come ci si possa sentire come un oggetto passivo travolto dalla storia anche se si è avuto un ruolo nel plasmarlo. Se c’è da fidarsi del racconto di Sheeran sulla sua vita (e molti storici del crimine avvertono che non è così), egli è stato intimamente coinvolto in una manciata di momenti cruciali della storia americana. Eppure potremmo ancora allontanarci da “The Irishman” vedendolo come una figura passiva: lo Zelig o Forrest Gump dei gangster – a causa del modo in cui racconta la storia, come se fosse in fase di negazione sul suo significato e su ciò che dice di lui.

Anche se è capace di violenza, e riesce a sfogare la violenza in un attimo, Frank sembra per lo più contento di essere appeso negli sfondi dei murales dei saggi murali di Scorsese, dietro a uomini più forti ed eccentrici (soprattutto Jimmy Hoffa, interpretato con arguzia e gusto da Pacino, in modo rauco e truffaldino). Frank è per la maggior parte silenzioso e reattivo, e bravissimo a tirarsi fuori dai pasticci facendo finta di non capire le domande che gli vengono poste. Si addentra in diversi compiti e lavori che lo definiscono in virtù del fatto di essere nel posto giusto o di incontrare le persone giuste al momento giusto. Descrivendo la sua inesorabile marcia attraverso il tempo e la vita, caratterizza le scelte che ha fatto di sua spontanea volontà (compresi diversi omicidi) come cose che gli sono appena capitate.

The Irishman Trailer

Circa l'autore

Alessandra Moretti

Mi chiamo Alessandra e sono appassionata di film di tutti i generi, adoro anche la musica. Sono laureata in scienze della comunicazione. Nel tempo libero amo dedicarmi alla danza.