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Maleficent – Signora del male

Maleficent – Signora del male
Titolo: Maleficent – Signora del male
Poster:
Maleficent - Signora del male
Data di uscita: 2019-10-16
Durata: 118 minuti
Genere: Fantasy, Family, Adventure
Budget: 85.000.000$
Titolo in lingua originale: Maleficent: Mistress of Evil
Voto (1-5 Stelle): ⭐⭐⭐⭐


Angelina Jolie è una delle ultime vere star del cinema rimaste, negli ultimi anni Hollywood è sembrata in calo dal punto di vista della qualità dei film. In ogni caso, Angelina, con il suo lavoro di Maleficent, la regina cattiva della “Bella Addormentata” della Disney, ci mostra quanto possa essere elettrizzante e divertente.

La Jolie ha recitato per la prima volta in “Maleficent” nel 2014, un dramma fantasy (completamente in computer grafica) che ha rivisitato la storia dal punto di vista del personaggio. I suoi zigomi affilati come rasoi, le corna eleganti e le ali vellutate sembrano scaturire organicamente dai ruoli che Jolie interpretava prima di prendere una brusca svolta. La sua voce malefica incanala vecchie star del cinema (Joan Crawford in particolare. Ho visto sia la versione in Inglese che quella in Italiano, purtroppo si perde un po’ la magnifica voce della Jolie nella versione Italiana).

Duo Angelina Jolie – Michelle Pfeiffer

Il sequel “Malefica: Signora del male” sembrerebbe un perfetto complemento al primo film, perché è costruito intorno allo scontro tra la Jolie e un’altra grande star degli anni ’80 e ’90, Michelle Pfeiffer. Ma avendo messo in piedi questo conflitto molto interessante. Purtroppo il risultato è una delusione che è più deludente di quanto lo sarebbe per un film pessimo, forse le aspettative erano molto alte.

Michelle Pfeiffer interpreta la regina Ingrith, la madre del principe Filippo (Harris Dickinson), un umano reale di un regno vicino che vuole sposare Aurora. Aurora e Filippo vedono la loro imminente unione come un “ponte” che unisce il regno umano e le creature magiche che vivono nella brughiera sotto la protezione di Aurora e Maleficent (un po’ come “Shrek”).

Maleficent Angelina Jolie

Una delle scene iniziali è un punto culminante per tutti gli attori, con animosità che ribolle anche quando tutte le persone coinvolte cercano di fare pace. Tutte le scelte di Ingrith sono calcolate per infiammare Maleficent. Ma la sceneggiatura non sembra disposta o in grado di aumentare gradualmente la tensione, in modo da poter assaporare la psicologia dei personaggi e le interpretazioni per lo più taglienti degli attori e sentirsi come se questo sequel Disney cercasse di ottenere qualcosa di profondo e vero, piuttosto che prendere soldi da persone a cui è piaciuto il primo film.

La scena della cena diventa un disastro istantaneo che porta a uno stato di guerra aperta. Maleficent torna in contatto con le fate che vivevano apertamente in tutto il mondo fino a quando l’odio e la violenza umana li ha portati letteralmente sottoterra, dove vivono in una serie di caverne e tunnel.

Il palcoscenico è pronto per uno scontro tra eserciti, con le creature alate che cercano di capire come penetrare nel perimetro sorvegliato da enormi balestre cariche di bulloni di ferro. La guerra finale sembra più una battaglia di “Game of Thrones” che qualsiasi altra cosa nel tradizionale canone del mondo Disney.

Peggio ancora, la storia sembra incapace di affrontare i problemi che solleva. Il razzismo di Ingrith, la segna come una cattiva, una che sembra impazzita per la rabbia che prova.

La sceneggiatura è accreditata alla scrittrice di “La Bella e la Bestia” Linda Woolverton e al team di Micha Fitzerman-Blue e Noah Harpster.

Si sente un po’ la nostalgia della vecchia scuola Disney

Il risultato è una cascata di immagini fantasy per lo più irrilevanti, un’accozzaglia di texture e colori e movimenti di camera poco originali (come la ripresa dall’alto all’inizio del film che sorvola il regno, è esattamente il modo in cui inizia ogni altro film come questo). Anche i disegni dei personaggi sono poco brillanti: gli animali umanoidi, i personaggi “carini” dagli occhi grandi che sembrano modellati sulle creature del bosco di Hayao Miyazki, e gli abitanti della valle, che sono un praticamente umani, sono tutti privi della scintilla di personalità che gli animatori della vecchia scuola Disney avrebbero potuto produrre con penna e inchiostro.

Peggio ancora, il film non riesce a dare alla Jolie l’attenzione che si merita ampiamente, limitando il suo tempo sullo schermo a favore di nuovi personaggi meno interessanti. Il rapporto tra una madre temibile e incompresa con la figlia durante la preparazione al suo matrimonio avrebbe dovuto essere il cuore del film, non tutto questo complotto sub-Tolkien e strategie militari. Ci sono alcuni momenti che colpiscono, come la prima apparizione di Filippo, che è incorniciata attraverso l’iride improvvisata di Aurora che regge la sua corona, e uno scambio di sguardi culminante tra Aurora e sua madre. Ma il tutto sembra affrettato e considerato in modo improprio, come una favola raccontata a un bambino da un adulto stanco e annoiato che vuole solo andare a letto.

Maleficent Signora del male Trailer

Circa l'autore

Alessandra Moretti

Mi chiamo Alessandra e sono appassionata di film di tutti i generi, adoro anche la musica. Sono laureata in scienze della comunicazione. Nel tempo libero amo dedicarmi alla danza.