Comunicato Stampa – XXI edizione


Dopo una storia ventennale segnata dal successo di una formula che ha fatto scuola, la XXI edizione di Sentieri nel Cinema torna a Bari dal 21 Novembre al 5 Dicembre, con la direzione artistica di Mario Fiorentino e un progetto che si alternerà in due nuovi spazi dedicati al culto della settima arte: il Cineporto e la Mediateca Regionale. La rassegna è realizzata con il sostegno economico di Apulia Film Commission (iniziativa cofinanziata dal PO FESR Puglia 2007-2013).
Al Cineporto, di giovedì, si svolgerà la rassegna dei film con un programma che già nel titolo, ”Schermi Demoniaci”, svela l’intento ironico e rigoroso al tempo stesso di compiere una rapida incursione nel cinema espressionista tedesco, alla scoperta degli archetipi e delle origini di un genere diventato intramontabile, il cinema dell’orrore.
Complementare e simmetrico a questo è il programma sul Cinema Assoluto che in due appuntamenti andrà in scena alla Mediateca Regionale. Perché se è vero, come molti storici sostengono, che furono i pittori espressionisti divenuti scenografi, a creare il cinema espressionista tedesco, è altrettanto vero che negli stessi anni diversi artisti, soprattutto in Germania e in Francia, avvertirono l’urgenza di passare dalla pittura all’immagine in movimento, di confrontarsi con il moderno medium cinematografico. In Europa, nel primo Novecento, l’espressionismo e il movimento delle avanguardie, interpretando la crisi dell’uomo moderno, si scagliarono contro i canoni del passato con una tale forza dirompente, che ancora oggi, a distanza di un secolo, schegge e lapilli giungono a noi, sugli schermi demoniaci.

Il programma si apre Giovedì 21 Novembre alle ore 20.00 con una dissertazione dello storico e critico cinematografico Adriano Aprà sulla “Genesi del cinema espressionista” cui seguirà la proiezione del capolavoro assoluto e opera espressionista per eccellenza, Il gabinetto del dottor Caligari, anno 1919, autore Robert Wiene. Con le celebri scenografie sghembe create e dipinte da artisti prestati al cinema (Röehrig, Reimann e Warm), con i costumi e il trucco esasperati e una recitazione molto stilizzata, il film rappresentò un vero shock visivo per il pubblico dell’epoca e fece scalpore diventando la pietra miliare di tutto il genere horror.

Insieme alle scenografie, fu l’uso sapiente dell’illuminazione a caratterizzare lo stile espressionista, e l’appuntamento di Giovedì 28 Novembre, sempre al Cineporto, ce ne offre uno spaccato eloquente con la proiezione alle 18.00 di Ombre ammonitrici, un film del 1923 di Arthur Robison (americano di nascita ma vissuto in Germania) esemplare per il raffinato uso dei tagli di luce. E difatti si parlerà di “Magia delle luci e delle ombre” nell’incontro con il critico cinematografico Luigi Abiusi (Filmcritica, Uzak) che alle 20.00 ci introdurrà alla proiezione di un altro baluardo del cinema espressionista, Il Golem, capolavoro del 1920 di Paul Wegener, reso immortale dalle imponenti scenografie gotiche di Hans Pöelzig e dalla fotografia di Karl Freund che tanto influenzerà il cinema di Hitchcock.

Nell’ultimo appuntamento al Cineporto, Giovedì 5 Dicembre, alle 18.00 è in programma Il castello degli spettri, 1927, il primo film espressionista girato da Paul Leni in America, dove negli anni Venti migrarono numerosi fautori dell’espressionismo – fra gli altri Fritz Lang, Murnau, Karl Freund – attratti dal luccichio di Hollywood, o costretti dall’avvento del nazismo. Seguirà alle 20.00 l’incontro con Grazia Paganelli, redattrice di Filmcritica e Sentieri Selvaggi, che ci introdurrà alla proiezione dell’opera espressionista passata alla storia come una “Sinfonia dell’orrore”. Quel Nosferatu il vampiro di Friedrick Wilhem Murnau, del 1923, prototipo ineguagliato di tutti i film sui vampiri di ogni epoca, dal Dracula di Tod Browning del 1931, a quello di Terence Fisher del 1965, fino all’ultimo Nosferatu di Herzog del 1978.

Nel primo appuntamento alla Mediateca Regionale, Venerdì 22 Novembre alle 18.00, sarà lo storico del Cinema sperimentale Bruno Di Marino a guidare la visione di alcuni tra i più straordinari risultati di una ricerca – di artisti quali Ruttmann, Eggeling, Richter, Fischinger, Man Ray – che parte da linee e forme geometriche in movimento, per comporre un cinema puro, svincolato da qualsiasi storia o soggetto riconoscibile.
Nel secondo appuntamento, Venerdì 29 Novembre sempre alle 18.00, Marco Senaldi, docente di storia dell’arte contemporanea presso lo IULM di Milano, completerà questa panoramica volgendo lo sguardo sul versante francese, dove il superamento della figurazione non si realizza con film propriamente astratti. Ad interessare maggiormente René Clair, Fernand Legér, Duchamp, Chomette e Dulac è la poetica dell’oggetto: isolato dalla sua dimensione quotidiana, svuotato del suo valore d’uso, rinasce come elemento estetico di un cinema “puro”.