S.O.B.

di Blake Edwards
Usa 1981 | col | 122’

TRAMA: Dopo aver tentato ripetutamente il suicidio per il fallimento del suo ultimo film, il regista e produttore Philip Farmer riesce a riprendersi solo dopo aver avuto la geniale idea di recuperare il suo lavoro trasformandolo da innocente musical per bambini in film erotico. Tuttavia dovrà persuadere la sua ex-moglie, che interpretava la parte del folletto, ad assumere le nuove vesti a “luci rosse”… Grazie a una serie di peripezie e accordi loschi, il tutto sembra andare in porto. Ma Philip presto si accorgerà di un inganno e si ritroverà a dover nuovamente recuperare qualcosa.

  • REGIA: Blake Edwards
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Blake Edwards
  • FOTOGRAFIA: Harry Stradling Jr.
  • MONTAGGIO: Ralph E. Winters
  • INTERPRETI: Julie Andrews, William Holden, Marisa Berenson, Larry Hagman, Robert Loggia
  • SCENOGRAFIA: Rodger Maus, Jack Senter e William Craig Smith
  • MUSICHE: Henry Mancini
  • PRODUZIONE: Artista Management, Geoffrey Productions Inc., Lorimar Film Entertainment, Tony Adams, Blake Edwards

Recensione

Sono completamente convinto che se veramente vogliamo andare avanti, ogni situazione tragica ha il suo rovescio, ed è il comico.
Blake Edwards

Costruito come una commedia brillante in cui sono i personaggi a regolare il ritmo stesso dell’azione, S.O.B. è una satira pungente contro il cinema hollywoodiano degli anni Settanta mostrato impietosamente fuori e dentro le quinte. I personaggi riassumono una vita piena di chiaroscuri, ma ricorrendo a toni ironici e umoristici che sfumano a volte nel grottesco, Edwards riesce ad attenuare le sue frecciate e l’amarezza di fondo che pervade il film.
Ricco di invenzioni e sostenuto da una sceneggiatura spumeggiante, il film si fonda sul montaggio: “operazione che verte sulle immagini in movimento per farne venire fuori il tutto, l’idea, cioè a dire l’immagine del tempo” (Deleuze). È l’azione a guidare lo spettatore a una visione d’insieme del proscenio.
Protagonista è Felix Farmer, produttore di successo che viene travolto dal fiasco del suo ultimo film interpretato dalla moglie Sally (Julie Andrews, moglie di Edwards nella vita). Devastato dalla depressione, si riprende quando decide di intervenire sul film trasformandolo da musical per bambini qual era in un film porno: “Gli abbiamo dato la virtù: loro vogliono il vizio. Gli abbiamo dato il romanticismo: loro preferiscono il sadomasochismo. E il sogno americano oggi dev’essere un sogno da sporcarsi le lenzuola” (S.O.B.).
È la rappresentazione di una nuova società che si fa avanti non più fondata su certezze, equilibrata, incantata (vedi la prima versione del musical all’inizio del film), ma proiettata verso una dimensione volubile e multiforme di cui il cinema hollywoodiano, con i suoi eccessi – e quelli dei suoi personaggi, sul set e nella vita reale – è l’immagine speculare, sdoppiata, ricca di sfaccettature: il corpo di Sally sulla scena si riflette e si sdoppia più volte, la sua immagine si moltiplica a tal punto che non le è più possibile riconoscersi nella sua unità “e di qui l’impossibilità di abbracciar tutto l’essere, come è impossibile abbracciare un poliedro in tutte le sue facce” (Pirandello).
Come nei suoi precedenti film (Colazione da Tiiffany, Hollywood Party), B. Edwards fonda il suo lavoro su una sceneggiatura precisa e dialoghi spediti affidando agli attori una grande libertà recitativa: “Sono i miei attori a portarmi delle cose che mi permettono di essere regista”. E nell’evidente metafora dell’effimero mondo dello spettacolo, i suoi personaggi appartengono a due differenti categorie: c’è chi si immerge nell’onda del contesto sociale e chi ne prende le distanze, rivendicando quella “coscienza” che era stata ormai seppellita e dimenticata.

Vanna Carlucci