Ed Wood

di Tim Burton
Usa 1994 | bn | 127’

TRAMA: Hollywood, anni Cinquanta: il giovane Ed Wood, che ama vestirsi da donna, realizza, nella maniera più incredibile, alcuni film poverissimi mediante espedienti “produttivi” spesso grotteschi. Fattosi amico di Bela Lugosi, ormai vecchio, misero e morfinomane, lo assiste fino alla morte. Dopo un incontro con Orson Welles, Ed Wood realizza il suo primo film di successo: Plan 9 from Outer Space. Tim Burton omaggia con una divertente e magistrale opera intrisa di metacinema il peggior regista di tutti i tempi

  • REGIA: Tim Burton
  • SOGGETTO: Rudolph Grey
  • SCENEGGIATURA: Scott Alexander, Larry Karaszewski
  • FOTOGRAFIA: Stefan Czapsky
  • MONTAGGIO: Chris Lebenzon
  • INTERPRETI: Johnny Depp, Sarah Jessica Parker, Martin Landau, Jeffrey Jones, Lisa Marie, Bill Murray, Vincent D’Onofrio, Patricia Arquette, Mike Starr, Max Casella, Brent Hinkley, G.D. Spradlin, Stanley DeSantis, Ned Bellamy, Bill Cusack
  • SCENOGRAFIA: Tom Duffield
  • MUSICHE: Howard Shore
  • PRODUZIONE: Tim Burton, Denise Di Novi, Michael Flynn, Touchstone Pictures

Recensione

Edward D. Wood Jr. (1924-78), scrittore, produttore, attore e soprattutto autore di B-movies, è forse stato il primo regista indipendente nella storia del cinema. Ignorato e irriso in vita, emarginato dai produttori di Hollywood e bollato come il peggior regista di tutti i tempi – morirà povero e dimenticato –, il suo lavoro avrà una fortunosa riscoperta e, a metà degli anni Novanta, il giovane cineasta Tim Burton, che si dichiara suo ammiratore, gli renderà omaggio con una pellicola che ricostruisce parte della sua sgangherata esistenza.
Davvero curiosa la carriera artistica di Ed Wood. Dopo una breve e fallimentare esperienza teatrale, fonda con mezzi di fortuna una propria casa di produzione cinematografica e, sempre alla ricerca di produttori e finanziatori, gira i suoi film nelle condizioni più precarie, in pochissimo tempo e ricorrendo a scenografie approssimative, storie slegate, dialoghi e sequenze incoerenti ed attori impresentabili tra cui spiccano un fotografo daltonico, ipotetiche vamp bionde, un improbabile veggente, un inespressivo lottatore di wrestling. La svolta, in termini di notorietà, arriva con il fortuito incontro, in un negozio di pompe funebri, con Bela Lugosi, il grande interprete del Dracula di Tod Browning. Ormai in declino, dimenticato e schiavo dell’alcool e della droga, Ed Wood lo arruola all’istante e con lui – oltre a coltivare una sincera e commovente amicizia su cui è incentrata la pellicola burtoniana – gira i suoi lavori più celebri: Glen or Glenda, film che racconta la singolare e stravagante passione di Ed di travestirsi da donna, e i fantascientifici Bride of the monster e Plan 9 from Outer Space, quest’ultimo intriso della straziante e spiazzante interpretazione del Lugosi, appena scomparso, a cui il film è dedicato.
Nel ricostruirne le vicende, il film di Tim Burton romanza la vita di Ed Wood avvolgendola in una dimensione mitica, amplificata dal suo stile favolistico, ma attenuata da una giusta dose di ironia, affetto e malinconia. Ed Wood è l’irrimediabile ottimista, l’eterno fanciullo visionario e sognatore vissuto nel sincero amore per il cinema. “Perché spendere la vita per realizzare i sogni di qualcun altro” gli chiede il suo idolo Orson Welles in un incontro, rievocato nel film di Burton, in un fumoso caffè.
Con una divertente commedia in bianco e nero capace di alimentare un meta-cinema strambo e onirico al tempo stesso, Tim Burton conferma la propria dolorosa visionarietà e Martin Landau, che ha vinto l’Oscar nel ruolo di Lugosi, la propria sensibilità di interprete. Bravo anche Johnny Deep nel dar vita al personaggio dell’eccentrico Ed, il cui capolavoro, il suo film più riuscito, è indubbiamente la sua incredibile vita.

Gianfranco Costantiello