Pallottole su Broadway

di Woody Allen
Usa 1994, col, 98’

TRAMA: New York, anni ’20. Un mediocre commediografo alle prime armi, David Shayne, per portare in scena la sua nuova commedia deve accettare uno scomodo compromesso: farsi finanziare dal boss Nick Valenti che gli chiede, in cambio, di affidare una parte alla sua compagna Olive, cabarettista svampita e senza esperienza teatrale. La fortuna di David è Cheech, guardia del corpo di Olive e vero talento nella scrittura che, grazie ad alcuni interventi sul copione, riesce a dare una svolta geniale e definitiva alla commedia e a mettere in mostra l’inadeguatezza e inutilità di Olive che successivamente eliminerà sparandole. La commedia trionferà al suo debutto, ma David, consapevole che il risultato non è merito suo, abbandonerà ogni velleità artistica.

  • REGIA: Woody Allen
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Woody Allen, Douglas McGrath
  • FOTOGRAFIA: Carlo Di Palma
  • MONTAGGIO: Susan E. Morse
  • INTERPRETI: John Cusack, Dianne Wiest, Chazz Palminteri, Jennifer Tilly
  • SCENOGRAFIA: Santo Loquasto
  • MUSICHE: Ernie Erdman, John Golden
  • PRODUZIONE: Miramax Films, Sweetland Films, Magnolia Productions

RECENSIONI

Bulli, pupe e proiettili facili nella Grande Mela del proibizionismo.
Sogni e compromessi sono, per David, la giusta ricetta per il successo… un mare di quattrini piomba da un cielo mafioso per la sua commedia, ma in cambio deve accettare la mediocrità di Olive, l’amante del boss “Ma caro David… la vita non è perfetta, ed in più, è breve! “
La salvezza è nel genio di Cheech, guardia del corpo di Olive, e nell’amore di Helen, irresistibile primadonna. Le esilaranti gags degli attori, gli intrecci dietro le quinte e le snervanti prove, vengono rappresentate con straordinaria verve e matrice tragicomica, incrociandosi con il mondo esterno al teatro, fatto di locali scintillanti di paillettes e ballerine e di vicoli bui che consumano tragici regolamenti di conti. Cheech, vero regista dell’opera, osserva paziente… poi rimugina… poi propone ed infine convince!.. ecco il suo copione passare alla gloria, sulla sconfitta di Olive. Il sogno di David si realizza grandiosamente… ma forse non è sol farina del suo sacco!
“…non temere David !…hai perso la tua arte, ma ritrovato il tuo perduto amore…”

Nicola  Cavaniglia

“Se una casa va in fiamme e accorrendo possiate salvare una sola cosa, chi salvereste? L’ultima copia esistente dell’opera completa di Shakespeare o un qualche anonimo essere umano?” Cosa spinge un gangster proveniente dalla quarantesima strada e uno scrittore nato nella borghesia di Pittsburgh ad occultare un omicidio premeditato? L’Arte è la risposta. L’Arte che influenza e corrode la Vita, che fa di un mafioso un brillante tessitore di trame e di uno scrittore un rassegnato cialtrone. I due ruoli si fondono, divengono e divergono in un unico soggetto, un unico scopo, diventato così importante per il primo e così degno di negoziazione per il secondo che esaspererà il loro comportamento fino a un punto di non ritorno: la morte come punizione dell’omicidio per il primo, il ritorno a una vita borghese per il secondo. L’Arte e la Vita entrano anche in trittico con l’Amore, altro motore propulsivo della vicenda: l’Arte è alimento di Amore tra David e la fidanzata Ellen; l’Arte diventa alimento di Amore nel rapporto tra David e Helen Sinclair, l’istrionica, alcolizzata prima donna della commedia, che ruberà il sonno e la sanità d’animo allo scrittore. L’Arte, la Vita e l’Amore concorrono in un delirante carosello da cui nessuno uscirà indenne.

Palma Totaro