Mulholland Drive

di David Lynch
Usa/Fr, 2001, col, 146'

TRAMA: Un incidente sulla Mulholland Drive a Hollywood: una donna superstite senza memoria e senza nome si rifugia nella casa di un’aspirante attrice smaniosa di successo e intraprendono insieme la ricerca dell’identità perduta.

  • REGIA: David Lynch
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: David Lynch
  • FOTOGRAFIA: Peter Deming
  • MONTAGGIO: Mary  Sweeney
  • INTERPRETI: Naomi Watts, Laura Harring, Justin Theroux
  • SCENOGRAFIA: Jack Fisk
  • MUSICHE: Angelo Badalamenti
  • PRODUZIONE: Les Film Alain Sarde

RECENSIONI

«Silencio… silencio… silencio… no hay banda… no hay banda… no hay orquesta… silencio… silencio… silencio…». Un mago sogghigna e scompare, l’orchestra non c’è ma si sente, è il teatro dell’illusione, è il centro dove tutto finisce… e tutto comincia: due vite che s’incrociano, due destini che si scambiano, due donne che vivono fino in fondo passioni diverse (amore e successo).

All’inizio del film ci caliamo nella dimensione onirica e allucinata della protagonista, Betty/Diane, che vive speranze mai esaudite; poi, con lo scorrere delle sequenze, siamo proiettati all’interno di un cubo e assorbiti in una  dimensione del reale dove tutto trova forse una spiegazione. I personaggi sembrano frantumarsi per poi riacquistare la loro reale fisionomia: quella di un’ attrice fallita che paga il prezzo di un amore distrutto dal desiderio di celebrità a tutti i costi (Diane), quella di una donna che ottiene ciò che vuole senza curarsi dell’amore che ha respinto (Camilla). Ricordi, allucinazioni, sogni, tutto s’incrocia e si sovrappone in un groviglio in cui è difficile distinguere i contorni della realtà. Forse, quel cubo blu che vuole essere lo scioglimento dell’intreccio, rappresenta invece l’inizio di qualcos’altro: silencio.

Vanna Carlucci

Mulholland Drive è una lunga e vecchia strada di Los Angeles: nasce nel deserto, attraversa i quartieri ricchi e finisce a strapiombo sulla costa di Malibù… ma è anche la strada percorsa felicemente ed ingenuamente da Betty e dove si schiantano i sogni d’amore di Diane, ambedue vittime di una misteriosa donna bruna che turba le loro vite.

Ma quale vita?

La vita di una semplice ragazza di provincia che arrivata nella “Città degli Angeli” si trova coinvolta in un mistero più grande di lei? O la vita di una giovane attrice fallita che ha puntato tutto sull’amore puro ma ne è stata ingannata e tradita?

Cosa lega le due storie?

Forse un regista frustrato vittima di produttori mafiosi?

O forse una misteriosa chiave blu?

Cosa lega i nostri sogni alla realtà dei fatti vissuti e filtrati dal ricordo?

Forse l’intensità di un’emozione… come quella che proviamo nell’ascoltare la voce di una cantante inquadrata in primissimo piano che ci racconta di un amore che non muore e ci conduce, lungo la Mulholland Drive, fin dove i sogni s’infrangono… e non resta che il silenzio.

Jenny Fiore