Kika – Un corpo in prestito

di Pedro Almodóvar
Sp 1993, col, 114'

TRAMA: Kika, rutilante femmina madrilena, ama padre e figlio, il primo scrittore uxoricida, il secondo fotografo, che di morire non ne vuole proprio sapere. Amore e Morte si moltiplicano tra realtà e riprese televisive, in un variopinto giallo dove il delitto diventa peccato quando non è merce vendibile.

  • REGIA: Pedro Almodóvar
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Pedro Almodóvar
  • FOTOGRAFIA: Alfredo F. Mayo
  • MONTAGGIO: Josè Salcedo
  • INTERPRETI: Verónica Forqué, Peter Coyote, Victoria Abril, Rossy De Palma
  • COSTUMI: José María De Cossío, Jean-Paul Gaultier, Gianni Versace
  • MUSICHE: Enrique Granados, Dámaso Pérez Prado
  • PRODUZIONE: El Deseo S.A., CiBy 2000

RECENSIONI

Una linea sottile sull’asfalto, direzione unica, casa Youkali, nel brano del musicista tedesco Kurt Weill, il paese dell’amore ricambiato. Presto la linea si torce nei ciechi recessi di un’azione incerta fra corsa e ossessione. L’occhio sbircia dal buco della serratura la donna che si spoglia in un’atmosfera di sfuggente minaccia… Una perversa curiosità guida la macchina da presa e si insinua amplificata in ogni personaggio, ne plasma l’esistenza, ne ritaglia le membra prolungate nell’obiettivo attraverso cui il corso degli eventi trasfigura. Nel luogo chiuso del dramma, la conduttrice di uno show televisivo permanente sugge come nettare il peggio del giorno, crudele lo mostra e ingrandisce di fronte agli applausi di una vasta platea deserta; un attore porno si abbandona all’ennesimo stupro; una domestica, scomoda nel corpo di donna, sogna; uno scrittore si dibatte nella trama di un romanzo di cui è autore e protagonista silenzioso; un fotografo di nudo tenta di possedere la donna attraverso uno zoom. Al centro, in dissolvenza ma senza sparire, Kika. L’ingenua ed eccentrica truccatrice marca l’artificio grazie al quale tutto appare più bello, ma se ne distacca mentre, al culmine della tensione, l’erotismo intreccia le dita con la morte. Fra le luci del comico e le ombre del noir, Kika accoglie su di sé destini che si incrociano e la trascinano in un dedalo da cui fugge in lacrime. «Cara Kika… perdona». Youkali si dissolve come sogno o follia nella musica senza parola e cede il passo ad un mambo dinamico solo per Kika che rompe il caos e con una brusca sterzata cambia direzione, linea sottile lungo l’asfalto.

Valentina Lacalamita

Buona sera a tutti telecinefile e telecinefili, sono Andrea la Sfregiata, vivo per essere guardona, faccio la guardona per vivere, sono zoppa all’occorrenza, guercia quando capita e porto spesso dei bei seni sanguinanti, tutti doni delle mie scorribande, trucchi da camerino. A vestirmi ci pensa J.P. Gaultier, quel bislacco modaiolo mi ha montato un tele-fallo in testa, ed è proprio quest’aggeggio che mi turba, mi crea scompensi d’identità e disturba anche le mie cavie, la mia merce, il vostro divertimento, tutti quei personaggi-che colui che mi dirige, quel tipo spagnolo… quello con i capelli neri sparati… ah sì, Almodóvar, mi obbliga a seguire, a spiare, a riprendere, quelli che a voi pubblico piacciono tanto e ce n’è per tutti i gusti: Rossy de Palma demoiselle De Mallorca, porno-attore, ladro e poco gentiluomo, un insospettabile transessuale, pettorute vamp madrilene…
Il Circo di Pedro più che mai declinato alla carne, rossa, a volte livida… non ancora tremula, cita le ossessioni da cortile di Hitchcock, ma Sesso e Morte vestono colori troppo stonati per intrecciarsi e gli stravaganti eccessi erotici dei personaggi invadono, indebolendola, la trama retta, a tratti salvata, dall’incandescenza di Kika, che saprà, tra incoscienza e furori da letto, come incrociare a suo vantaggio le vite dei suoi amati uomini.

Giuseppe Del Buono