Crash – Contatto fisico

di Paul Haggis
Usa /Ger 2004, col, 112'

TRAMA: 24 ore a Los Angeles, diverse storie s’intrecciano in un puzzle in cui neri e bianchi, latini e asiatici, ricchi e poveri si scontrano e s’incrociano, esercitando gli uni sugli altri varie forme di intolleranza. Un’America post-11 settembre dove la paura dello straniero invade ogni ambito quotidiano. Una girandola di destini in cui ognuno può dare il peggio, ma anche il meglio di sé, può riscattarsi o perdersi in un istante.

  • REGIA: Paul Haggis
  • SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Paul Haggis, Bobby Moresco
  • FOTOGRAFIA: James Muro
  • MONTAGGIO: Hughes Winborne
  • INTERPRETI: Matt Dillon, Sandra Bullock, Don Cheadle
  • SCENOGRAFIA: Laurence Bennet
  • MUSICHE: Mark Isham
  • PRODUZIONE: Bob Yari Productions, DEJ Productions, Blackfriars Bridge Films

RECENSIONI

Le carte vengono prima mischiate per bene, più volte, e poi, dal mazzo tagliato, vengono estratte una ad una e svelate. Il gioco ha inizio, è un gioco duro e il suo nome è crash. Dal mazzo saltano fuori figure che compongono storie che s’incrociano, si fondono, diventano l’una complementare dell’altra, ciascuna, l’opposto dell’altra. Ladies & Gentleman Welcome in Los Angeles! la “città degli angeli”, dove di “angelico” non c’è neanche il respiro: affannato, lento, ma allo stesso tempo, frenetico e violento.
È una notte come un’altra: ingorghi d’auto, un cadavere rinvenuto oltre il ciglio della strada, un tamponamento, una portoricana colpevole aggredisce verbalmente una cinese, un ricco procuratore, con moglie razzista, non vuole perdere i voti della comunità nera, un regista televisivo nero non reagisce alle pesanti avances sulla moglie da parte di due poliziotti bianchi…
Da un mazzo mischiato male, o forse troppo bene, emergono e s’intrecciano storie di intolleranza, razzismo, rabbia, conflitti sociali: nelle strade vige l’incomunicabilità e il menefreghismo assoluto. Uomini e donne vivono un malessere fatto di paura e solitudine, ognuno pronto a difendersi dall’altro. Forse lo scontro è l’unico modo per avere un contatto e alla fine, sul tavolo da gioco, non restano né vincitori, né vinti.

Massimo Ruggiero

Strano il destino. Alla veneranda età di cinquant’anni l’apprezzato autore di popolarissime serie Tv americane come Il mio amico Arnold, Love Boat e Walker Texas Ranger, nel magico anno 2004 sale alla ribalta per aver firmato la sceneggiatura del film premio Oscar Million Dollar Baby e la regia del successivo premio Oscar Crash – Contatto fisico. Da quel momento in poi, la vita artistica di Paul Haggis si ribalta e quello che fino a qualche mese prima era considerato uno dei tanti autori di serie televisive di successo, diventa una stella della cinematografia americana sia come sceneggiatore, che come regista. Nessuno conosce con esattezza gli intrecci del caso che hanno portato Haggis al successo cinematografico dopo trent’anni di Tv, ma di sicuro il suo capolavoro, Crash – Contatto fisico, offre ai suoi fan un’interessante chiave di lettura di come il caso influenzi i nostri comportamenti e quindi la nostra vita. Un tamponamento, una rapina, una conversazione con un impiegato o con un poliziotto, una caduta o più semplicemente la riparazione di una serratura: ogni incontro/scontro con persone o cose, influenza in qualche modo il nostro modo di pensare, deteriora o rafforza i nostri legami, determina le nostre reazioni. L’autore sembra suggerire che nessun uomo, secondo la condizione aristotelica, nasce buono o malvagio, ma che è l’esperienza a determinare i nostri comportamenti. E allora che fare? Forse basterebbe, come viene rimproverato ad uno dei protagonisti, “tenere tutto ad una certa distanza”, ma, come mostra il film, spesso sono cause esterne a “scontrarsi” con la nostra vita.

Toni Cavalluzzi