Vangàrd Café: omaggio a Stan Brakhage

di Stan Brakhage

03-vangard-stan-brakhage

The Dante Quartet 1987
Film 35 mm colorato a mano, muto, 6’5”
Night Music 1986
Film 35 mm colorato a mano, muto, 32”
Rage Net 1988
Film 35 mm colorato a mano, muto, 52”
Glaze of Catathexis 1990
Film 16 mm colorato a mano, muto, 2’59”
Delicacies of Molten Horror Synapse 1991
Film 16 mm colorato a mano, muto, 8’19”
Untitled (for Marilyn) 1992
Film 16 mm colorato a mano, muto, 10’34”
Black Ice 1994
Film 16 mm colorato a mano, muto, 2’5”
Study in Color and Black and White 1993
Film 16 mm colorato a mano, muto, 1’37”
Stellar 1993
Film 16 mm colorato a mano, muto, 2’20”
Crack Glass Eulogy 1992
Film 16 mm colorato a mano, muto, 6’6”
The Dark Tower 1999
Film 16 mm colorato a mano, muto, 2’21”
Commingled Containers 1997
Film 16 mm colorato a mano, muto, 2’42”
Love Song 2001
Film 16 mm colorato a mano, muto, 10’49”

BIOGRAFIA

Stan nasce nel 1933 in un orfanotrofio di Kansas City, Missouri, e verrà poco dopo adottato con il nome di James Stanley Brakhage. Frequenta il liceo a Denver, Colorado, e il suo primo amore letterario è Jean Cocteau, da cui impara che il cinema ha valore artistico tanto quanto la poesia. La sua formazione avviene all’Institute of Fine Arts di San Francisco e gli permette di entrare in contatto con i poeti d’avanguardia che lo influenzeranno quanto le amicizie newyorkesi con registi come Maya Deren e Kennet Anger. Il denaro che suo padre aveva destinato agli studi universitari serviranno all’acquisto della prima cinepresa. Interim, il suo primo film, è del 1952. Gli anni ’60 e ’70 vedono Brakhage orientato sul tema della vita familiare (dal ‘57 vive con moglie e figli tra le montagne del Colorado), ma a questo accosta anche film astratti spesso interamente dipinti a mano. All’attività artistica associa l’insegnamento di Storia ed Estetica del Cinema presso l’Art Institute of Chicago e l’Università del Colorado. Alla vasta produzione di film, quasi quattrocento in cinquant’anni, girati soprattutto in pellicola da 16 mm e 18 mm, Brakhage alterna l’attività di teorico con la scrittura di saggi come Metaphors of Video (1963) e Telling Time: Essays of a Visionary Filmaker uscito poco dopo la sua morte avvenuta nel 2003. Numerose retrospettive gli vengono dedicate in importanti rassegne (Torino Film Festival, Filmstudio) e l’American Film Institute ne ha onorato la memoria con un catalogo sulle sue opere e su una vita volontariamente lontana dai fasti di Hollywood.