Quarto potere

di Orson Welles
USA, 1941, b/n, 119'

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SINOSSI: Charles Foster Kane, magnate dell’editoria, muore abbandonato da tutti nel suo castello di Candalù (Xanadu),  pronunciando un’ultima parola: “Rosabella” (Rosebud).
Un giornalista vuole indagare su chi sia o cosa significhi questa parola e ascolta le persone che più hanno conosciuto Kane da vicino.
Sei flashback sull’ascesa trionfale e la discesa agli inferi della solitudine e della disperazione di un personaggio amato e odiato dalla società.
Ispirato alla vita di Randolph Hearst, Quarto potere è considerato da molti critici il miglior film della Storia del cinema.

RECENSIONE

L’autore ed il suo sguardo.
Rosebud, o Rosabella.
“No Trespassing”. La macchina da presa si spinge oltre il cancello, incurante dell’avviso, e tu, intrepido spettatore che segui comodamente seduto alla poltrona questo crimine, la pagherai cara.
È tutto illusorio e la cosa ti è chiara sin dall’inizio.
In quella stanza, Charles Foster Kane è da solo (e lo sai perchè lo vedi!). Dunque nessuno può aver sentito le sue ultime parole.
I testimoni sono falsi ed inattendibili, le loro storie sono parziali, contraddittorie e tendenziose.
Eppure perché, caro spettatore, continui a stare al gioco? Fuggi dall’illusione!
Gli uomini, anche quelli piccoli, piccolissimi, se ripresi dal basso verso l’alto, con il soffitto che schiaccia loro le teste, non sono che giganti in gabbia.
Il tempo non ha più un percorso lineare, si riavvolge e si smentisce, oltre la banalità del carpe diem.
Il trucco del panfocus si prende gioco di te; ed infatti tu credi che quello cui stai assistendo sia un pezzo di realtà, ma lo sai benissimo che sullo schermo le luci e le lenti possono far sparire gli oggetti o, al contrario, li rendono immensi e vicini. Il cineasta è un mago.
Se l’America ha il volto di un bambino, strappato alla sua infanzia e cresciuto dalle banche, un bambino che diventa un uomo solo al comando, assetato di potere, e che si costruisce un castello barocco, deserto, tetro e posticcio nel quale morire.
“No trespassing”. La realtà è al di fuori della portata del cinema, un mondo ad esso alieno.
Rosebud, o Rosabella. Tutto ciò che si perde.
L’autore ed il suo sguardo. Tutto ciò che rimane. Per sempre.

CAST & CREDITS

REGIA: Orson Welles – SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Orson Welles, Herman J. Mankievicz – FOTOGRAFIA: Gregg Toland – MONTAGGIO: Robert Wise – INTERPRETI: Orson welles, Joseph Cotten, Everett Sloane – SCENOGRAFIA: Van Nest Polglase, Perry Ferguson – MUSICHE: Bernard Herrmann – PRODUZIONE: RKO Radio Pictures

L’esordio alla regia di ORSON WELLES

George Orson Welles nasce a Kenosha (Wisconsin) il 6 maggio 1915. Secondogenito di un  imprenditore inventore e di una pianista suffragetta, mostra sin da piccolo un grande talento artistico, soprattutto per la musica, il teatro e per la pittura. Già a tre anni calca per la prima volta il palcoscenico, all’Opera di Chicago, come comparsa di Sansone e Dalila. I genitori si separano e Welles si trasferisce con la madre a Chicago, ma quando lei muore – Welles ha otto anni – segue il padre in giro per il mondo. A 15 anni, divenuto orfano anche del padre, passa alla tutela di Maurice Bernstein.

Prima di iscriversi ad Harvard, compie un viaggio in Irlanda. A Dublino si presenta al Gate Theatre sostenendo di essere un famoso attore americano e ottiene la parte del duca Karl Alexander del Wűrtenberg nell’edizione teatrale di Jew Sűss. Dopo alcune esperienze nei teatri londinesi, Welles torna negli Stati Uniti tuffandosi nelle sue poliedriche attività. Si sposa con Virgina Nicholson, da cui avrà una bambina di nome Christopher, e nel 1934 torna a collaborare con Roger Hill e gira il suo primo cortometraggio, The Hearts of Age, circa 8 minuti in 16 mm di chiara ispirazione surrealista. Sempre nello stesso anno debutta a Broadway con Romeo e Giulietta, nel ruolo di Tibaldo, e comincia a lavorare in radio: il 30 ottobre del 1938, nella trasmissione radiofonica Mercury Theatre on the Air, propone un adattamento de La guerra dei mondi di H. G. Wells la cui verosimiglianza è tale, da gettare nel panico gli ascoltatori americani i quali credono in un reale attacco degli extraterrestri. La popolarità di Welles è enorme e, a soli 24 anni, sbarca ad Hollywood con il contratto  più vantaggioso mai sottoscritto sino ad allora con una major. La RKO, la più piccola delle major ma molto più audace delle altre, scrittura Orson Welles per 50.000 dollari, oltre al 20% degli incassi lordi, per tre film di cui egli potrà avere il controllo completo. Naufragati i primi due progetti – un adattamento del romanzo Cuore di tenebra di Joseph Conrad e un poliziesco dal titolo Smiler with a Knife – Welles decide di puntare su Citizen Kane (Quarto potere), avvalendosi dell’aiuto di John Houseman e di Herman J. Mankiewicz alla sceneggiatura e di Gregg Toland alla fotografia. Il 9 aprile 1941 Quarto potere esce nelle sale di New York e Los Angeles.

FILMOGRAFIA

1941  Quarto Potere
1942  L’orgoglio degli Amberson
1946  Lo Straniero
1948  La Signora di Shangai
1948  Macbeth
1949  Cagliostro
1952  Othello
1955  Rapporto Confidenziale
1958  L’Infernale Quinlan
1963  Il Processo
1965  Falstaff
1992-1942  It’s All True

Scheda a cura di Vincenzo Pietrogiovanni