Io sono un autarchico

di Nanni Moretti
ITA, 1976, col, 95'

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Prima proiezione pubblica della copia restaurata dalla Cineteca Nazionale con la supervisione di Nanni Moretti

SINOSSI: Una compagnia di teatro-off deve preparare un nuovo spettacolo. Fabio, il regista, dopo aver trovato gli attori con estenuanti giri di telefonate, sottopone i malcapitati allo stress fisico del training all’aria aperta e li obbliga a massacranti confronti sui contenuti da mettere in scena. Tra i componenti del gruppo teatrale spicca Michele, in crisi coniugale, che cerca invano di riallacciare i rapporti con la moglie.

RECENSIONE

Tristi gli interni di certe case della piccola borghesia degli anni Settanta! Buffe le pettinature, le barbe, i baffi, i capelli lunghi, i pantaloni scampanati, le maglie a collo alto! Folli le teorie socio-psicologiche delle giovani coppie suggestionate dalle scene da un matrimonio – bergmaniane o no – e dalle mode!
Nel contemplare oggi la carovana del ‘primo Moretti’ in ascesa de-lirante e poco mistica, si resta un po’ spiazzati. Ci manca quell’essere ‘rustici’ (il negro era negro e non nero), quell’infanzia ingenua di spettatori di cinema d’essai e di teatri off; ci mancano le furenti polemiche sul teatro d’avanguardia dove la sperimentazione si poteva chiamare ‘sperimentale’ o anche solo ‘un po’ sperimentale’ senza che nessuno insorgesse, o che dietro fossero celate le critiche alle tanto vituperate categorie politico-estetiche!
Oltre a fotografare un’epoca, il primo film di Moretti può aprire ancora oggi un …  no, il dibattito noooo!

CAST & CREDITS

REGIA: Nanni Moretti – SOGGETTO E SCENEGGIATURA: Nanni Moretti – FOTOGRAFIA: Fabio Sposini – MONTAGGIO: Nanni Moretti – INTERPRETI: Nanni Moretti, Simona Frosi, Fabio Traversa, Beniamino Placido – MUSICHE: Franco Piersanti – PRODUZIONE: Nanni Moretti.

L’esordio alla regia di  NANNI MORETTI

Figlio dell’epigrafista Luigi Moretti – uno dei grandi maestri della cosiddetta Scuola Barese – e fratello dell’Italianista Franco, Giovanni Moretti detto Nanni nasce a Brunico il 19 agosto del 1953.
Fin dall’adolescenza rivela, oltre all’interesse per la politica, due grandi passioni: la pallanuoto e il cinema, ma la sua formazione cinematografica risulta tutt’altro che accademica. Preclusa la via del Centro Sperimentale di Cinematografia (per essere ammessi occorre una laurea), dopo il liceo, nel 1973, acquista una cinepresa Super 8 vendendo la sua collezione di francobolli e realizza i primi tre cortometraggi (La sconfitta, Paté de bourgois e Come parli frate) con cui inizia il suo originale percorso (autarchico) di regista.
Presentati in alcuni cineclub, questi primi lavori già rivelano la sua attitudine alla parodia, al sarcasmo, all’autoironia. Il punto di vista resta quello di uno ‘spettatore di cinema’ e, mettendo a frutto l’esperienza di onnivoro frequentatore di sale cinematografiche, infila nelle storie che racconta tutte le possibili ‘palombelle’ offerte dai difetti riscontrati nel cinema altrui. Con lo stesso spirito realizzerà, sempre in Super 8, il suo primo lungometraggio, Io sono un autarchico, che, dopo l’inaspettato successo al Filmstudio di Roma, fu stampato in 16 mm per la distribuzione nazionale.

FILMOGRAFIA

1976 Io sono un autarchico
1978 Ecce Bombo
1981 Sogni d’oro
1984 Bianca
1985 La messa è finita
1989 Palombella rossa
1990 La cosa
1993 Caro Diario
1998 Aprile
2001 La stanza del figlio
2006 Il Caimano

Scheda a cura di Carlo Coppola