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	<title>Sentieri nel Cinema</title>
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	<description>rassegna cinematografica</description>
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		<title>Ottima l’ultima!</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 11:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mr.cinephis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il blog di Mr. Cinephis]]></category>

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		<description><![CDATA[È l’ultima giornata, l’ultimo appuntamento, sono le 18.00 e nel ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È l’ultima giornata, l’ultimo appuntamento, sono le 18.00 e nel Kursaal gli unici a muoversi freneticamente sono gli organizzatori della rassegna. Il pubblico, dopo l’arrembaggio dei giorni scorsi, sembra essersi dileguato difronte al duro scoglio (due ore in b/n) di <em>Citizien Kane</em> in programma alle 18.30. Bene, seguirò in beata solitudine la parabola del buon vecchio Orson Welles che evidentemente spaventa ancora oggi con le sue storie fanta-fantascientifiche su ipotetici padroni e manipolatori della comunicazione. Questo pensiero mi riporta al presente e al mio Negroni che sorseggio assorto al Bar del cinema. Ma ecco entrare due ragazzini. Avranno sbagliato giorno, penso, o cinema. Invece si dirigono con sicurezza alla cassa e acquistano il biglietto e mentre li osservo con sospetto cercando di capire se si tratta di marziani travestiti, altri ragazzi arrivano, come sbucati dal nulla, a gruppi, a decine e in pochi minuti una moltitudine chiassosa si affolla alla cassa, intasa il foyer e si fionda in sala  neanche fosse diretta a un concerto dei <em>Tokio Hotel</em>.<br />
Incredulo, mi affretto anch’io.<br />
La mia postazione in prima fila, ancora una volta a repentaglio.</p>
<p>Mr. Cinephis</p>
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		<title>LE IENE – Quentin Tarantino (1992)</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:24:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Sentieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le vostre recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione di Massimo Ruggiero
&#60;&#60;… le cose importanti da ricordare sono ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Recensione di Massimo Ruggiero</h3>
<p>&lt;&lt;… <em>le cose importanti da ricordare sono i dettagli, i dettagli rendono la storia credibile</em>…&gt;&gt;.<br />
Così recita il collega di Mr. Orange (Tim Roth) nella scena in cui catechizzando la iena infiltrata gli racconta un simpatico aneddoto gangster per rendere credibile la sua posizione, scena in cui l’attore sembra rivolgersi direttamente verso un eventuale pubblico, quasi una sorta di prudente auto-giustificazione del regista. Infatti è paradossale come sia difficile scrivere una recensione di un film dalla trama così semplice, ridotta all’essenziale ma assolutamente non banale per il modo in cui viene raccontata, così piena di dettagli.<br />
Il primo lungometraggio di Quentin Tarantino vuole puntare ad una geometria imperfetta, composta da una serie di piccoli frammenti, che arricchiscono la pellicola rendendola equilibrata, ma allo stesso tempo davvero grottesca, girata in uno stile pulp innovativo, tanto che lo stesso scalpore lo si ebbe solo alla proiezione del primo film muto, quando il pubblico scappò alla vista del treno che arrivava verso la telecamera.<br />
Sei <em>cani da rapina</em>, ognuno dal fittizio nome di un colore, ingaggiati da un boss famigerato e da suo figlio. Il colpo apparentemente semplice è in una gioielleria, in due minuti si entra e si esce.<br />
Ma qualcosa va storto, probabilmente c’è qualcuno che non la racconta giusta, ognuno accusa pesantemente l’altro, nessuno sa, tutti pensano di sapere, fino alla fine.<br />
Il film si apre con un episodio che potrebbe essere un classico simpatico finale da film “normale”, la conoscenza in un bar, le risate e i personaggi immersi nella libera e personale interpretazione di <em>Like a Virgin</em> di Madonna; qui però non si parla affatto di normalità, né di classicità, anche se le citazioni, le influenze e i riferimenti cinefili sono disparati: dalla nouvelle vague francese, alla velocità dei film MADE in USA, fino alla violenza gratuita e alla follia del cinema giapponese.<br />
Il nichilismo di questi antieroi per eccellenza, è sfoderato in uno schema rimescolato di spazi e tempi circolari, di flashback che ci fanno intuire la linea psicologica di ognuno di loro, dando anche un’idea costruttiva della storia (montaggio che sarà poi nuovamente adottato nel capolavoro <em>Pulp Fiction</em> e in <em>Jackie Brown</em>).<br />
Ci si sente inaspettatamente “scomodi”, disorientati, da questo caos ironico, da questo martellante dialogo che non ha né capo né coda, ma così ben curato, raffinato, capace di anticipare le immagini dando ritmo al film, dove le battute sono così assurde e così attraenti, da non rendere affatto necessario l’argomento in sé della discussione; probabilmente si rimane stupefatti, senza risposte al perché una scena così violenta e sanguinosa di una sevizia, possa indurci a sorridere.<br />
L’ambientazione è praticamente unica, claustrofobica, ridotta ad un magazzino abbandonato, impoverito appositamente per dare più spazio all’ingombrante corporeità degli attori, al ritratto dei loro caratteri e al modo in cui esprimono le loro sensazioni, rabbiose e grottesche, stereotipate quasi a volersi prendere in giro da sole.<br />
Il finale è un esemplare sconvolgimento teatrale dei fatti, degno di uno Shakespeare contemporaneo, dove la resa dei conti non si limita all’uno contro l’altro, ma ad un tutti contro tutti, in un bagno di sangue platealmente finto.<br />
La disomogeneità dei generi filtrati e mescolati in questo film non etichettabile, sa ricordare un pezzo anni ’70 dal sound orecchiabile e sofisticato, esattamente come la meravigliosa colonna sonora che lo compone, che non vuole solo essere musica di sfondo, ma dettaglio essenziale della trama, capace di mettere un punto esclamativo alle scene.<br />
Questa è una pellicola virtuosa, come riavvolta nel rullo, in cui i fatti si scoprono a ritroso con grande eleganza, capace al momento dei titoli di coda, al riaccendersi delle luci in sala, di lasciare lo spettatore dubbioso sul suo stesso umore, con gli occhi spalancati e con un sorriso ebete sul volto: un po’ divertito, un po’ sconvolto.</p>
<p>Massimo Ruggiero</p>
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		<title>Video Diario #6</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Nov 2009 17:10:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Sentieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video diario]]></category>

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		<description><![CDATA[La serata conclusiva

Realizzato da Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>La serata conclusiva</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/rPx7eB0CMFo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/rPx7eB0CMFo&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;rel=0&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Realizzato da Accademia del <strong>Cinema Ragazzi di Enziteto</strong></p>
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		<title>Video Diario #5</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Nov 2009 18:55:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Sentieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Quarto appuntamento

Realizzato da Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h4>Quarto appuntamento</h4>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/dVG7OTgOeio&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/dVG7OTgOeio&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Realizzato da Accademia del <strong>Cinema Ragazzi di Enziteto</strong></p>
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		<title>Quarto appuntamento</title>
		<link>http://www.sentierinelcinema.it/?p=693</link>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 15:40:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Pietrogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[COMUNICATO STAMPA
con preghiera di massima diffusione e pubblicazione
Sentieri nel Cinema ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center"><span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium">COMUNICATO STAMPA<br />
con preghiera di massima diffusione e pubblicazione</span></span><span style="font-size: medium"></p>
<p></span><span style="font-size: medium">Sentieri nel Cinema &#8211; XVIII Edizione<br />
<strong>ESORDI D&#8217;AUTORE</strong><br />
Martedì 17 novembre<br />
Bari &#8211; Kursaal Santalucia</span></p>
<p style="text-align: center"><span style="font-size: medium">Biglietto giornaliero 3 €</span><span style="font-size: medium"><br />
</span></p>
<p style="text-align: left"><span style="font-size: medium"><br />
Esordi d&#8217;Autore giunge al quarto appuntamento sull&#8217;onda di un incredibile successo di pubblico.<br />
Infatti, le prime tre giornate hanno registrato un entusiasmo ed una partecipazione impressionanti.<br />
Dopo la pausa del weekend, la rassegna riprende martedì 19, penultima giornata, aprendosi alla cinematografia internazionale.<br />
Questo il programma:</p>
<p>Alle 18.30 </span><strong><span style="font-size: medium">Lola Darling</span></strong><span style="font-size: medium"> di Spike Lee</p>
<p>Alle 20.00 </span><em><span style="font-size: medium">Vangard Cafè </span></em><span style="font-size: medium">-</span><em><span style="font-size: medium"> Omaggio a Paolo Gioli</span></em><span style="font-size: medium">: </span><strong><span style="font-size: medium">Immagini disturbate da un intenso parassita</span></strong><span style="font-size: medium"> di Paolo Gioli</p>
<p>Alle 20.40 </span><strong><span style="font-size: medium">Blood Simple</span></strong><span style="font-size: medium"> di Joel e Ethan Coel</p>
<p>Alle 22.30 </span><strong><span style="font-size: medium">Pepi, Luci, Bom&#8230; e le altre ragazze del mucchio</span></strong><span style="font-size: medium"> di Pedro Almodòvar (versione originale sottotitolata)</p>
<p></span><span style="text-decoration: underline"><span style="font-size: medium">In allegato, le schede dei film</span></span><span style="font-size: medium"></p>
<p><a href="http://www.sentierinelcinema.it%20/" target="_BLANK">www.sentierinelcinema.it</a></span></p>
<p style="text-align: left"><em>Sentieri nel Cinema è realizzato dall’Associazione Culturale BARI FILM &amp; VIDEO, con il contributo di Università degli Studi di Bari, Regione Puglia Assessorato al Mediterraneo, Comune di Bari Assessorato alle Culture, Centro Universitario Teatro Arti visive Musica Cinema, Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia, Cineteca Nazionale, Cineteca Ventana Film, Cineteca Lucana, Cineteca del Comune di Bologna, Sacher Film, Circolo Cinematografico Cinetoscopio, Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto – Bari, Fondation Groupama Gan pour le Cinéma, Groupama Assicurazioni.</em></p>
<p style="text-align: left"><span style="font-size: medium"><span style="font-size: 13px">Ufficio stampa -Vincenzo Pietrogiovanni</span></span></p>
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		<title>Video Diario #4</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 11:02:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Sentieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Terzo appuntamento

Realizzato da Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Terzo appuntamento</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="580" height="360" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/o9wrJJTsQV0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="580" height="360" src="http://www.youtube.com/v/o9wrJJTsQV0&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Realizzato da <strong>Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto</strong></p>
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		<title>Buona la prima!</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Nov 2009 13:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>mr.cinephis</dc:creator>
				<category><![CDATA[Il blog di Mr. Cinephis]]></category>

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		<description><![CDATA[Una volta, vagando per Roma, mi capitò d’incrociare un set ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta, vagando per Roma, mi capitò d’incrociare un set cinematografico e, tra la moltitudine umana di addetti ai lavori che coprivano il territorio a me di fronte, si aggirava festoso un simpatico ragazzino. Ebbene, seppur di giovanissima età, egli aveva già compreso a perfezione l’essenza del lavoro dell’attore. Egli, che non doveva esser il protagonista perché non braccato dagli arcigni controllori della produzione, strillettava nella corsa “L’ho fatta buona al primo ciak!”. Aveva infatti capito che la bravura di un attore sta nell’esaudire le richieste del suo regista al primo ciak.<br />
Ecco, la sera dell’inaugurazione è stato un po’ così, la rassegna ha esaudito e soddisfatto le richieste del suo direttore. Il tempo è stato benevolo e la ripetuta pioggia mattutina ha favorito il bisogno di chiusura e introspezione. Personalmente adoro uscire a piedi per andare a cinema nelle tristi sere di pioggia invernali e, nello specifico, uscire con la pioggia per una bella rassegna di qualità evoca nella mia mente ricordi d’altri tempi, quando il cinema per noi era soprattutto impegno, riflessione, denuncia, e non una delle tante fabbriche d’intrattenimento attenta solo a botteghini e diritti d’antenna e di DVD.<br />
Ma questa rassegna ha un po’ il sapore della <em>madeleine</em> proustiana, e l’aria, e gli odori che vagano nell’etere fanno rivivere nei corpi dei giovani vecchietti come me atmosfere passate, perdute. I fumi che precedono le proiezioni, le pause farcite di birre rinfrescanti o whisky riscaldanti, le interpretazioni degli spettatori. Certo, l’interpretazione, chi pensa più ad interpretare qualcosa, è il giudizio a prevalere, come se ogni cosa fosse lineare, chiara, come se&#8230;.</p>
<p>Poi finito il film, nella lenta processione che ci porta verso l’uscita abbandono l’orecchio ai commenti dei vicini per un interesse più antropologico che cinematografico. Intanto l’aria diventa fredda e sono di nuovo fuori. Di nuovo pioggia… È la stessa pioggia di questo noir a Fuori Orario a cui la mia insonnia senile mi impedisce di rinunciare.</p>
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		<title>Video Diario #3</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 16:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Sentieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Video diario]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo appuntamento

Realizzato da Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Secondo appuntamento</h3>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="445" height="364" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Cx3PVc13MRU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="445" height="364" src="http://www.youtube.com/v/Cx3PVc13MRU&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;border=1" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
<p>Realizzato da <strong>Accademia del Cinema Ragazzi di Enziteto</strong></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Terzo appuntamento &#8211; 12 novembre</title>
		<link>http://www.sentierinelcinema.it/?p=679</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Nov 2009 11:33:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vincenzo Pietrogiovanni</dc:creator>
				<category><![CDATA[Comunicati stampa]]></category>

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		<description><![CDATA[Sentieri nel Cinema &#8211; XVIII Edizione
ESORDI D&#8217;AUTORE
12 novembre
Bari &#8211; Kursaal ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center">Sentieri nel Cinema &#8211; XVIII Edizione</p>
<p style="text-align: center"><strong>ESORDI D&#8217;AUTORE</strong></p>
<p style="text-align: center">12 novembre</p>
<p style="text-align: center">Bari &#8211; Kursaal Santalucia</p>
<p style="text-align: center">Biglietto giornaliero 3 €</p>
<p style="text-align: center">
<p style="text-align: left">Il terzo appuntamento di Esordi d&#8217;Autore continua sull&#8217;onda del cinema italiano di qualità.</p>
<p style="text-align: left">Alle <strong>18.30</strong> verrà proiettato <strong>Accattone</strong>, film capolavoro diretto da Pier Paolo Pasolini nel 1961.</p>
<p style="text-align: left">La copia restaurata nel 2008 permetterà di apprezzare al meglio l&#8217;opera prima di un maestro del cinema che scelse sin dal principio un cinema impegnato, dalla parte degli ultimi, del sottoproletariato emarginato dalla società.</p>
<p style="text-align: left">Alle<strong> 20.00</strong>, nello spazio del Miles, proseguiranno le proiezioni di <strong>Vangard Cafè</strong>, dedicato sempre a Stan Brakhage:</p>
<p style="text-align: left"><strong>Black Ice</strong>,<strong> Study in Color and Black and White</strong>,<strong> Stellar</strong>,<strong> Crack Glass Eulogy, The Dark Tower</strong>,<strong>Commingled Containers</strong> ed infine<strong> Love Song</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Alle <strong>20.40</strong> sarà la volta del primo film di Paolo Sorrentino, <strong>L&#8217;uomo in più</strong>.</p>
<p style="text-align: left">Prima di divenire un regista affermatissimo con Le conseguenze dell&#8217;amore, prima, e  poi Il Divo, premio della giuria a Cannes e in odore di candidatura all&#8217;Oscar come miglior film italiano del 2008, Sorrentino gira questa pellicola che sicuramente non saranno in molti ad aver visto.</p>
<p style="text-align: left">Alle <strong>22.30</strong> <strong>I Basilischi</strong> di Lina Wertmüller.</p>
<p style="text-align: left">Questo film del 1963, girato tra Palazzo San Gervasio, Minervino Murge e Spinazzola, è stato paragonato da molti critici ad una sorta di Vitelloni ancora più scanzonato e in salsa meridionale.</p>
<p style="text-align: left">E&#8217; sempre possibile interagire con la rassegna e seguire il blog di Mr. Cinephis sul sito www.sentierinelcinema.it</p>
<p style="text-align: left">Ufficio Stampa</p>
<p style="text-align: left">Vincenzo Pietrogiovanni</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Io sono un autarchico</title>
		<link>http://www.sentierinelcinema.it/?p=673</link>
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		<pubDate>Tue, 10 Nov 2009 16:50:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione Sentieri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Le vostre recensioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Recensione di Massimo Ruggiero
L’autarchia rimane quella chimera di salvezza, forse ...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Recensione di Massimo Ruggiero</h3>
<p>L’autarchia rimane quella chimera di salvezza, forse di ribellione, a cui appigliarsi con forza, motivata da ragioni di sfiducia, di rinuncia, di presunzione o, per motivi di “sopravvivenza”, resta comunque il frutto di una visione satirica generazionale nei confronti della società.<br />
Dopo alcuni cortometraggi, un ventitreenne Nanni Moretti gira, in Super8mm, trasportato successivamente in 16mm, il suo primo lungometraggio, ottenendo un grande favore di pubblico e critica. Era il 1976 e le vicende narrano di un gruppo di amici appartenenti ad una certa classe di sinistra che, in stile già assolutamente morettiano per ironia e “irrealtà realistica”, sono in cerca di un ruolo all’interno della società.<br />
La nevrosi, l’incapacità di rapportarsi l’uno con l’altro, la mancanza di volontà nel concludere un dialogo, le illusioni insperate e le velleità artistiche sono figlie di un esempio di teatro nel cinema, di disagio e delusione, forse di una tristezza di fondo per la  sconfitta sessantottina, dove i personaggi, con le diverse sfaccettature, si ritrovano a condividere la loro storia su un set-palco surreale e onirico, sintesi di una rabbia repressa e di sogni incolti inscenati in una pazzia controllata.<br />
Michele (Nanni Moretti) che vive mantenuto dal padre &#8211; come ci spiega paradossalmente lui stesso all’interno del film &#8211; dopo la separazione dalla moglie Silvia (Simona Frosi), che sembra amare solo per il senso stretto di avere una nonché minima sicurezza, si ritrova ad occuparsi del figlio Andrea, che viene a rappresentare esclusivamente l’allaccio ad una insaputa speranza; con sarcasmo Michele gioca a criticare quanto propongono le sale cinematografiche e in particolare il cinema italiano. Fabio (Fabio Traversa) è il regista di un’allegorica opera teatrale &#8211; strettamente legata al film stesso &#8211; e cerca quasi forzatamente di metterla in scena imponendola ai suoi attori intenti a smontargli tutto; Fabio è l’esempio di chi vuole emergere a tutti i costi, senza credere davvero in quello che fa, sottoponendo lo spettacolo ad un noto critico, che parlerà di tutto, tranne dello spettacolo stesso; il suo personaggio è la metafora delle difficoltà di combattere per raggiungere un obiettivo, un sogno, e sembra, sia sul palco che sul set, che lui in primo piano, abbia paura dell’idea di poter riuscirci davvero, proprio per quel senso di apatia giovanile e puro senso di sconfitta in partenza, come egli stesso sembra spiegare – riferendosi all’ipotetico spettatore &#8211; nell’ultima messinscena dello spettacolo, durante il dibattito con un pubblico assente.<br />
I personaggi possono essere interpretati in una sorta di sindrome di “radicali Peter Pan”, terrorizzati di crescere, ma allo stesso tempo critici di se stessi e di ciò che li circonda, come Giorgio (Giorgio Viterbo) quand’è chiamato a fare la “sperata-insperata” supplenza oppure quando osserva, o spia, la vicina di casa, senza mai parlarle.<br />
L’assenza d’illusioni condivisa dai teatranti, durante la poco piacevole esperienza in collina per la preparazione fisica allo spettacolo, viene riassunta nella scena di Michele che ammira il mare con fascino e attrazione senza dire nulla se non:“Il Mare” &#8211; unica nota di entusiasmo del personaggio in tutto il film &#8211; a cui rinuncia per tornare dal gruppo in collina, lasciandoselo alle spalle, negandoselo.<br />
<em>Io sono Autarchico</em> sembra un urlo rimasto in gola, per paura di dar fastidio, in tutti i sensi, sia nella realizzazione del film (auto-prodotto, girato artigianalmente, autarchico, appunto), ma soprattutto per quelli che sono i temi che tocca: morbosamente sentimentali, auto-eroticamente sessuali, di realizzazione sociale e addirittura, nella scena della sigaretta senza filtro che diviene una sorta di “canna-autarchica”, nel voler fingere di figurare come personaggi fuori dai canoni sociali.<br />
Il film ci mostra come questa gioventù non tanto lontano dalla nostra, presuntuosa e sicura della propria superiorità crei una totale diffidenza nei rapporti umani e una forte critica politica, mostrataci in questo film in chiave umoristica, che porta ad una chiusura in sé stessi per colpa di un fondamentalismo ideologico, non accettando il mondo senza mai provare a farne parte.<br />
Il percorso che compierà Nanni Moretti, nasce e poi cresce a partire da questo affresco che già suggerisce temi e stile del suo “fare cinema”, un ibrido tra grottesco e tragico, che pare una bestemmia trattenuta, per mancanza di fiducia in sé stessi e negli altri, una malinconia che quasi prova vergogna ad apparire poiché mascherata da un sorriso.</p>
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