Stranger Than Paradise

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Cast & Credits

REGIA:
Jim Jarmusch
SOGGETTO E SCENEGGIATURA:
Jim Jarmusch
FOTOGRAFIA:
Tom DiCillo
MONTAGGIO:
Jim Jarmusch, Melody London
INTERPRETI:
John Lurie, Richard Edson, Tom DiCillo
SCENOGRAFIA:
Sam Edwards, Tom Jarmusch, Guido Chiesa
MUSICHE:
John Lurie
PRODUZIONE:
Cinesthesia Productions

di Jim Jarmusch - USA/GER, 1984, b/n, 89'

TRAMA

Willie, Eddie ed Eva sono alle prese con un sogno americano che non arriva, passano qualche giorno in Florida dove anche il clima li delude rispetto all’immagine collettiva di spiagge assolate, vanno al cinema e scommettono alle corse. Perdono e vincono… ma Eva, che si ritrova con denaro non suo per un equivoco, vuol tornare a casa... a Budapest.

COMMENTI

Un piccolo miracolo di cinema indipendente americano. La prima parte del film è girata nel 1982, e solo nel 1984 Jarmusch ha potuto girarne la seconda, con scarti di pellicola de Lo stato delle cose che lo stesso Wim Wenders gli ha regalato. A fronte delle mega produzioni imperanti, Jarmush gioca a fare il Davide, scrivendo, montando e dirigendo un film secco, asciutto, asettico che gli è valso l'accesso al pubblico internazionale. Una serie di piani sequenza, con uno sfondo nero di transizione, come un respiro – o sospiro - della pellicola. Il viso scarno di John Lurie, leader dei Lounge Lizards - che Jarmush sceglie come protagonista maschile e a cui affida la strepitosa colonna sonora - il lago ghiacciato di Cleveland, il cielo grigio e piatto della Florida, questi i nodi iconografici di un film che sembra un roadmovie mancato, o meglio un film che manchi al road-movie esattamente come il sogno americano manca ai personaggi che Jim Jarmush inchioda nella loro permanente estraneità. Stranger, infatti, non significa solo più strano, ma anche straniero.

Vincenzo Pietrogiovanni

Chi pensa che i road movie abbiano come caratteristica principale l’imprevedibilità, sbaglia di grosso, parola di Jim Jarmusch: è possibile che non accada niente, specie quando il ’68 è ormai lontano e la rabbia degli anni ’70 ha risolto tutto ripiegandosi su se stessa. Forse non c’è modo di scampare all’apatia. Accettarla, peraltro, rappresenta di certo il miglior modo per sopravvivere in questo mondo. Da New York a Cleveland, poi finalmente la Florida. Tre anime accolte da un mare di plastica e da un cielo che non promette niente di buono. Il sogno americano, mai così sbiadito, è una scommessa sulla quale non sempre vale la pena puntare.

Davide V. Potente

Sentieri nel Cinema è una rassegna cinematografica di carattere storico retrospettivo promossa dall'Università degli Studi di Bari.