Il tempo dei gitani
Cast & Credits
REGIA:
Emir Kusturica
SOGGETTO E SCENEGGIATURA:
Emir Kusturica, Gordan Mihic
FOTOGRAFIA:
Vilko Filac
MONTAGGIO:
Andrija Zafranovic
INTERPRETI:
Davor Dujmovic, Bora Todorovic, Ljubica Adzovic Khaditza, Husnija Hasimovic Merdzan
SCENOGRAFIA:
Miljen Kreka Kljakovic
MUSICHE:
Goran Bregovic
PRODUZIONE:
Forum Sarajevo, Ljubavny Film, P.L.B. Film, Smart Egg Pictures, Television of Sarajevo
di Emir Kusturica - Dom za vesvanje, YUG, 1989, col, 135'
TRAMA
Perhan è un giovane nomade slavo che si lascia convincere da un trafficante di bambini a prendere parte all’organizzazione criminale che lo porterà ad agire in Italia lasciando la propria misera quanto eccentrica famiglia nella speranza di poter guarire la sorellina paralitica. Benché sconvolto dalle attività criminali di Amed, Perhan riesce anche a sostituirsi a lui nel momento del bisogno. Tornato ricco e potente nel suo paese ritrova la sua vecchia fidanzata incinta, probabilmente non è lui il padre, la sposa e medita vendetta verso Amed che gli ha raccontato molte menzogne. Lo uccide, viene ucciso a sua volta e tutto il paese piangerà al suo funerale.
COMMENTI
Lusso e miseria. Un tacchino e una colomba. E un giovane dallo sguardo magnetico e gli occhi coperti da due monete. Il velo di una sposa. Il folle e grottesco immaginario dell’illuminato Emir Kusturica esplode in un omaggio al cinema, senza precedenti in Jugoslavia. Impiccato ad una campana. “Mi viene da piangere, ma non voglio piangere…” Tra Federico Fellini e Alejandro Jodorowski (senza campi lunghissimi), prendendo in giro Martin Scorsese.
Mario Bucci
Echi felliniani e chapliniani colorano lo stralunato universo che connota tutto lo svolgersi della vicenda narrata dal regista slavo. Film corale nel senso più ampio del termine, moderna tragedia greca ambientata in Jugoslavia e a Milano, l’opera, svisando dal grottesco al drammatico, narra l’educazione sentimentale di Penhan, bastardo figlio di soldato in cerca d’identità, d’amore, di vita vissuta. Gli farà compagnia ora un amico tacchino, ora il capo Rom, ora sua nonna-madre, in un susseguirsi inesauribile di avventure, sino alla sua morte. Il cordone ombelicale della cultura zingara non risparmia neanche suo figlio. Benvenuti nel baraccone realmente onirico del nomadismo più schietto.
Giuseppe Ceddia
Sentieri nel Cinema è una rassegna cinematografica di carattere storico retrospettivo promossa dall'Università degli Studi di Bari.

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