Lo stato delle cose

lo stato delle cose lo stato delle cose

Cast & Credits

REGIA:
Wim Wenders
SOGGETTO E SCENEGGIATURA:
Robert Kramer, Josh Wallace, Wim Wenders
FOTOGRAFIA:
Henri Alekan, Fred Murphy, Martin Schäfer
MONTAGGIO:
Jon Neuburger, Peter Przygodda, Barbara von Weitershausen
INTERPRETI:
Isabelle Weingarten, Rebecca Pauly, Jeffrey Kime, Geoffrey Carey
SCENOGRAFIA:
Ze Branco
MUSICHE:
Jim Jarmusch, Jürgen Knieper
PRODUZIONE:
Gray City, Pro-ject Filmproduktion, Road Movies Filmproduktion, V.O. Filmes, Wim Wenders Productions Zweites, Deutsches Fernsehen (ZDF)

di Wim Wenders - Der Stand der Dinge, GER,1982, b/n, 120'

TRAMA

Una troupe cinematografica impegnata in Portogallo nelle riprese di un film di fantascienza (i Sopravvissuti), viene improvvisamente abbandonata a se stessa dalla produzione senza più pellicola né soldi. Il regista tenta di mettersi in contatto con il produttore che vive a Los Angeles e non riuscendoci, decide di raggiungerlo in America dove però insieme alla disillusione, lo attende un tragico destino.

COMMENTI

“Soli sulla riva più ad ovest d’Europa e nel punto più vicino all’America” (Wenders).
L’attesa vana di una troupe cinematografica: un incompiuto mosaico di singole irreversibili solitudini dove la disillusione toglie senso alle parole quando è l’immagine a descrivere il dramma. ”Nel rapporto fra immagine e storia, la storia è come un vampiro che cerca di succhiare il sangue all’immagine” (Wenders).
L’azione è scandita dall’eco di un violino, dal tic-tac di un metronomo, da un deja-vù, dagli scatti di una macchina fotografica o dal fragore di un vetro rotto da un ramo come presagio di sventura. Profondamente autobiografico, ispirato ai contrasti con il produttore F.F. Coppola per il progetto “Hammett” non andato in porto, il film celebra il crash tra un’idea di cinema esistenziale, introspettivo e poetico (tipicamente europeo) ed il cinema di matrice americana, spesso concepito su azione e movimento, dove “il film è un prodotto industriale, risponde alle regole del sistema e la storia appartiene al produttore” (Wenders).

Vito Cascella

Sottraiamo ad un testo cinematografico la componente narrativa: otterremo semplici immagini contemplative, immobili come una fotografia, capaci però di descrivere una situazione in ogni dettaglio. La staticità del mondo si rifiuta di entrare in una struttura coerente e lineare, ad essa preferisce una complessità che solo la teoria del caos potrebbe spiegare. La questione si presenta in tutta la sua semplicità: se la storia svuota le immagini, di riflesso le immagini fuggono dalla storia e ci si trova a fare a meno delle solite “menzogne indispensabili”. Facile tanto quanto girare un film senza pellicola.

Davide V. Potente

Sentieri nel Cinema è una rassegna cinematografica di carattere storico retrospettivo promossa dall'Università degli Studi di Bari.